sabato 21 aprile 2012

Paolo, omino con carillon

stampelle
....suona!
Ieri sera me lo vedo arrivare dalla corsia del pronto soccorso su una sedia a rotelle con un gessone alla gamba (quella giusta, nel suo caso!). Non può appoggiare il piede per un mese.
Sembrava la serata dei gessi: sarà stato il decimo a uscire da là intonacato di bianco. Le scommesse in sala d’aspetto erano abbastanza vivaci solo fino ai primi cinque; poi l’esito ci sembrava un po’scontato e lo sguardo di tutti è tornato ad essere quello da triglia, data l’ora. L’unico imprevisto della serata poteva essere che, ad un certo punto, avrebbero finito il gesso (e sembrava un’eventualità da mettere in conto, perché a Chieti, dopo aver dato forfait a tutte le sale operatorie, hanno anche esaurito il gesso http://www.abruzzoweb.it/contenuti/sanita-ricci-pd-al-pronto-soccorso-di-chieti-manca-il-gesso/464658-4/). Chissà se qualcuno di loro verrà piazzato in un letto, come le vignette, tutti bendati e con una gamba appesa ad un trespolo? (chissà perché nelle vignette è sempre una sola delle due gambe …? E chissà perché, a questi poveretti che stanno nelle vignette, gli piazzano sempre un tot di penzolini a triangolo che ballano davanti al naso, perfettamente inutili dato non sembrano avere nulla di libero per muoversi e potersi attaccare…?)
Dopo il delirio di questa notte, siamo tutti a zig zag; non solo le ossa di Paolo. Naturalmente, per tutta notte si sono alternati ininterrottamente gli “Ahia” con gli “no…no… non è niente.. me la cavo da solo!”. Credo che dopo qualche ora lui farfugliasse automaticamente nel sonno, mentre io cercavo di intuire con quale pillola si potesse “spegnere” da qualche parte…
E anche questa mattina somiglia molto ai pupazzetti dei bambini: come lo tocchi, “suona” e dice “Ahia”.
Ora, magicamente, i ragazzi non producono rumori e Paolo non chiama. Sto provando ad appoggiare le mie, di ossa, nella prima superficie orizzontale libera che ho trovato in casa: un divano un po’bitorzoluto, sul quale in genere tutti appoggiano di tutto, aumentando il su-giù che sento sotto il mio fondoschiena.
Le costole rotte di Paolo complicano tutto: ad esempio non è banale l'utilizzo delle stampelle; è bene che io gli gironzoli intorno perché vederlo vagare malfermo e ondeggiante fa girare la testa, mentre ti chiedi da quale parte avverrà il prossimo tonfo. Però anche così è complicato: se gli sto davanti gli metto fretta; se gli sto di fianco gli metto i nervi perché non ho l'intuito giusto sulla direzione; se gli sto dietro sono inutile. Se mi allontano sono un'insensibile e lo abbandono.
....Sarà un mese lunghissimo!
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