martedì 17 aprile 2012

La punto del pensiunà

parcheggio affollato
Parcheggi affollati
Ieri sera sono arrivate le gemelle, con grande trepidazione di tutti: lavatrice e lavastoviglie.
Ed era ora, perché con mutande e calze eravamo arrivati al punto del “speriamo-non-ti-succeda-adesso-di-andare-in-ospedale”….come diceva mia nonna nelle stesse condizioni (per lei, il principale e prioritario problema inerente all’ospedale, era la faccenda della biancheria pulita e stirata).
Alle 5 di questa mattina l'elettronica darà l'avvio al lavaggio di 11kg di luridume. Se conosco Paolo, i suoi neuroni addormentati balzeranno sull'attenti al lieve 'tic' delle 5 per precipitarsi giù e osservare la creaturina. Manco col rampollo primogenito è stato mai...vabbè...
Intanto, dopo aver passato una settimana a distruggere tutti i mezzi di locomozione disponibili (il tamponamento della punto blu col vecchietto sarebbe stata la “ciliegina finale”, se non fosse stata coperta dalla “panna” della vespa che non parte, la cui “torta sotto” è la twingo da buttare), ieri sono riuscita a mollare l’ammiraglia, cioè la punto, dal mio meccanico (la cui continua frequentazione sta iniziando a diventare un po’noiosa…). Ne sono uscita con un’auto nuova di pacca, dopo aver dato l’estremo addio (…sigh!) alla super-twingo. L’auto “nuova” è un’altra punto, di 13 anni (fa più effetto pensare che è “del secolo scorso”). Modello “pensiunà”, colore unico disponibile su quel modello: grigio metallizzato. Se fate caso, tutti gli <<over-“tanti”-enni>> sono al volante di quel bolide grigio, con la scritta “punto” nel mezzo delle due virgolone rosse dei fanali, dal designer ancora un po’squadrato.
Nel secolo scorso non c’erano, ovviamente, i telecomandi di serie; il telecomando di apertura è indispensabile alla mattina, quando non ti ricordi dove diamine hai parcheggiato la sera prima; per non parlare di quanto non sia assolutamente vitale in un parcheggio di un centro commerciale. Credo che il fondamentale motivo per cui oggi continuino a vendere auto sempre più grandi, è per poter essere facilmente avvistate nel parcheggio. Ecco perché è stato indimenticabile il giro inaugurale di ieri della mia punto-del-pensiunà: mi sono fiondata in un centro commerciale a recuperare un mini rifornimento di calze e mutande per tutti senza fare troppo caso al “colore”, al “settore”, al “piano” nonché al “numero” del parcheggio. Quando mi si è attivato il neurone che ha fatto partire la domanda “dove ho messo l’auto?”, ero già immersa nei calzini del cestone delle offerte. E da lì è successo tutto a catena: l’ansia da ritardo con l’aldosterone impazzito ha fatto sì che lasciassi tutte le borse ecologiche sul cestone dei calzini; vagando in cerca del banco informazioni per un inutile tentativo di ritrovare le borse ecologiche mi è sfuggito di mano il cellulare; ho speso tutta la mattina per effettuare una sistematica ricerca della mia auto (la guardia che mi ha visto passare per la milionesima volta nello stesso punto non capiva nemmeno quale modello fosse “punto-pensiunà” e ho dovuto perdere altro tempo in noiose e inutili spiegazioni, con la spesa che sbucava da tutti i sacchettini di mais che intanto andavano in frantumi…). Sono arrivata in ritardo a prendere i figli a scuola e quando, lungo strada, ho provato a chiamare qualcuno per avvisare del mio dramma personale, mi sono accorta che il cellulare…l’ultima volta “ce lo avevo in mano”.
Ho acchiappato il primo figlio disponibile a sostenere una madre in piena crisi di nervi e me lo sono portato al centro commerciale, sperando che almeno lui, con i neuroni meno usurati dai miei, provasse a ricordare il parcheggio, contribuendo a diminuire di almeno un punto la lista dei possibili imprevisti della giornata. Non ho messo nella lista dei “contro” il fatto che, quando sei in panico, trascinarsi un figlio adolescente in un centro commerciale, con quell’aria da tira-sberle-scazzato può essere un impegno pesante…!
Il lieto fine: ho ritrovato il cellulare. La guardia mi ha chiesto il mio numero e il figlio ciondolante al mio fianco è riemerso da sotto il suo ciuffo ed è stato in grado di trovare dalla sua rubrica il mio numero.
Fiuuuuu….
Domani speriamo in una giornata migliore...! Vi saprò dire com'è andata il bucato delle 5!
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