martedì 24 aprile 2012

Gli italiani giocano a calcio... e non solo!


portiere
Grande Buffon!
Ieri ero ad aspettare la fine degli allenamenti di un paio di figli e un amichetto (col “taxi” spesso attivo l’opzione 3x2, che consiste nel riempire il cargo di figli appiccicosi e sudaticci da scaricare a casa intorno alla zona dove abito). Mentre aspettavo che finissero le fatiche della giornata, sentivo un genitore del gruppo calcio parlottare con un altro signore. Sono stata colpita dall’immagine un po’pittoresca della discussione e mi sono avvicinata. Il tizio che parlava apparteneva per intero allo stereotipo “genitore che si intende di calcio”; lo si riconosce subito: ti parla da vicino, standoti un po’di traverso e toccandoti spesso con la punta delle dita per richiamare la tua attenzione. Tra le dita stringe un mozzicone di sigaretta che talvolta si avvicina troppo pericolosamente alla tua giacca. Accento vagamente meridionale e l’utilizzo dei congiuntivi lascia un po’a desiderare. Non ti guarda dritto negli occhi, ma quando lo fa hai la netta impressione di essere stato toccato “dal verbo”.
Quindi, davanti a questo quadretto, non ho potuto fare a meno di avvicinarmi e origliare! Questo tizio raccontava di una società calcistica di ragazzini di circa 10 anni che per qualche stagione hanno infilato una serie di vittorie schiaccianti, facendosi notare anche dall’Inter, sezione giovanile. L’inter li ha vestiti con le loro magliette nero-azzurre e i ragazzini hanno giocato felici nei loro prati ancora per qualche tempo, indossando le magliette dei loro campioni. Poi però il gioco si è rotto: si è sparsa la voce che la “Minchiatese” nella prossima stagione avrebbe indossato le magliette dell’Inter e il numero di nuove iscrizioni sono salite alle stelle. Gli allenatori, il cui numero è rimasto quello (e anche il campetto dell’oratorio su cui giocavano, non si è dilatato in dimensioni!) non sono più stati in grado di allevare giovani super eroi, in grado di stracciare tutti gli avversari e hanno iniziato a perdere. Perdendo, hanno dovuto abbandonare la loro maglietta dell’Inter. Un sogno infranto.
E, detta così, non è sicuramente la fine del mondo. Però probabilmente sarà stata la fine del mondo per quei poveri ragazzini, i quali, con la loro testolina di 10 anni, avranno fatto un miscuglio di accuse e sensi di colpa.
È evidente che ragionare racchiudendo tutto in categorie di pensiero è una semplificazione idiota; come dire 'governo ladro'. Ok. Ma quanto tempo dovrà passare prima di vedere il mondo del calcio, un po’più pulito da tristi storie?
Come tutti gli ambienti, anche il mondo del calcio viene riempito da persone e le persone sono gli attori protagonisti della nostra società, a volte un po’avida e miope e che perde di vista ciò che conta. Però, proprio perché fatta da persone, possiamo apprezzare il fatto che non tutte le persone sono uguali. Dunque, forza e coraggio, tiriamoci su le maniche che il Bel Paese aspetta solo “noi” per riemergere dalla crisi!
Buon tutto e a domani!
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