giovedì 2 agosto 2012

Partire = esplodere in un interminabile litigio con il vano portabagagli. Ecco com'è andata:

La partenza è stata di quelle più classiche: tempi strettissimi per organizzare tutto (già il verbo “organizzare” intimidisce di suo; l’attributo sul tempo, che è “poco”, “ridotto”, se non addirittura “striminzito”, mette la ciliegina sulla voglia della parte “pre”-vacanza). Dopo i bucati di rito per disporre di tutto l’occorrente che deve essere imbustato e impacchettato in una valigia, possibilmente sotto vuoto e con un sistema che produca assenza di peso, si passa alle discussioni interminabili con lo spazio disponibile nel vano bagagli; io ho una punto e il carico (degno di una nave da cargo), è tale per cui le ruote erano "lievemente" orizzontali. Il lato positivo (occorre sempre considerare la faccenda del bicchiere mezzo pieno!) è che la punto somigliava esattamente ad una navetta spaziale, con le ruote orizzontali che sporgono come le ali degli sgusci di Star Wars.
viaggio
Per inciso: la barca, capovolta sul tetto, nasconde una quantità di bagagli compressi inenarrabile e un paio di figli sono dovuti farsi il viaggio in treno per mancanza di volume disponibile.
Questa sopra è stata la partenza da un box, prestato da amici, per contenere l'incontenibile!
Mèta: una costa verticale a picco sul mare; terrazzamenti colmi di ulivi i cui rami attorcigliati somigliano a sculture scolpite da Madre Natura; scogli nerissimi che contrastano con il blu del mare profondissimo; profumo intenso di gelsomino, salsedine e focacce appena sfornate nei carugi; colori sgargianti delle bouganville, delle ginestre e degli oleandri; insomma, la Liguria.
Occorrente: una tendina igloo da aprire sotto la grande quercia che si sporge sul golfo, una barca a vela grande come il mio fazzoletto, un’isola con le rocce a picco da raggiungere grazie ad un buon vento traverso. Sto parlando della Gallinara.
E’ così che è cominciata, un mese fa, l’avventura di quest’estate…
vela
La ciurma normalmente prevede altri due mozzi, che sono "al di qua" della macchina fotografica 

Posta un commento