lunedì 16 aprile 2012

Faccia tosta

scuola
A scuola
...non si smentisce mai! Lo vedo che passa i pomeriggi in mille attività varie e frenetiche, più o meno ludiche, che hanno poco a che vedere con la scuola. Ma mannaggia, gli va sempre alla grande. Così non è neanche educativo: come faccio a spiegare al mio “figlio-di-mezzo” l'importanza della fatica e dell'impegno, costante e sofferto...se riesce a beccarsi 9 e mezzo in geografia, sparando che nelle pianure della “Xxx” coltivano cereali e l'economia viene sostenuta principalmente dalla manifatturiera e dal terziario...?!? E dico 'Xxx' perché non sapeva neanche il titolo del capitolo da studiare, quindi ancora adesso rimane un mistero quale sia il punto del pianeta dove coltivano cereali vivendo su manifatturiera e terziario. C'è gente che riuscirebbe ad arricchirsi vendendo gelati al Polo Nord o stufe in pieno Sahara. Mio figlio è uno dei pochi eletti. Non tutti hanno questo dono. Ieri è arrivato un venditore porta a porta di aspirapoveri, che stava cercando disperatamente di piazzare qualche attrezzo qui in zona; è da giorni che lo vedo girare, generalmente in coppia con un altro tizio "lungo", dall'aria un po'sfigata. Sono tutt’e due molto simili: stessa aria mesta e cravattina stretta; spalle a pera e vestiti rigorosamente di scuro; camicia rosa con i polsini stirati (quelli che stiro a Paolo sono un plissè, in confronto…). E girano sempre in due (forse uno legge e l’altro scrive, come le barzellette dei carabinieri?). Ieri invece era uno solo (mia mamma lo ha lasciato entrare, accidenti!! E, fatto ancora più stridente, lo ha fatto entrare dichiarando solennemente che è “l’ingegnere” il padrone di casa, ma in sua assenza potevo andare bene anch’io come moglie “titolare”. ….’na fatica…! A ripensarci mi si spettinano tutti i denti, come quando mangio il limone…!). Invece di indicargli educatamente la porta, ho pensato che fosse più rapido ed efficace provare a vendergli i biglietti della lotteria del gruppo “piccoli amici del calcio”; e così è stato: il poveretto è scappato subito a gambe levate e, nei dintorni, non lo vedo da qualche giorno… (penso che altri del quartiere, come me, avranno avuto dal coatch dei figli l’ordine perentorio di vendere tutti i biglietti nel più breve tempo possibile).
Mi domando come mai, in questa epoca di grande crisi, gli italiani, invece di provare inutilmente a rifilarti aspirapolvere, pignatte e altre astruserie assurde, non facciano quello sanno fare da sempre: “pensare e creare” grandi progetti… Perché, invece di vendere oggetti progettati, ingegnerizzati e customizzati dalle grandi aziende (straniere, ovviamente! L’Italia possiede solo i conti da pagare della Fiat…!), non facciamo delle nostre idee il vero business? Nel Bel Paese, spesso la creatività che deriva, ad esempio, dall’artigianato (bigiotteria artigianale, oggettistica artistica, creazioni in lana o abiti cuciti a mano…) compare unicamente come forma di commercio al dettaglio ambulante: gli adorabili e spesso pittoreschi mercatini, insomma (http://www.informagiovani-italia.com). Invece un’idea imprenditoriale è qualcosa di profondamente complesso, che parte dalla validità tecnica e di fantasia di sviluppo, ma nello Stivale, inciampa subito in continui ostacoli che possono ritardare o bloccare il progetto.
Come in tutte le crisi che si rispettano, anche ora il mondo è andato a testa in giù: i “barbari” del Nord (Islanda, Norvegia, Svezia…) ci stra-battono facendo esattamente il contrario di quanto si stia facendo da noi. Nel Nord Europa, ad esempio, si punta su nuove tecnologie, sui giovani e sulla green economy e mi sembra grandioso vedere quanto tutto questo sia in procinto di spalancare le porte verso il futuro; il Nord Europa (e, addirittura, anche l’Africa!) è in continuo fermento, guidati da intelligenza e nuove idee. E io penso che queste siano davvero, le armi pià potenti che l’uomo possieda!
Vi lascio con il compitino di guardare come diavolo l’Islanda se la sia scampata contro la bancarotta certa e schiacciante del 2008, causata da banche e capitalisti, attraverso una reazione sfrenata degli onesti cittadini; ma il vero compitino consiste nel “copiare” il temino svolto dall’Islanda e farlo anche un po’nostro!
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