domenica 29 aprile 2012

I matrimoni... da dietro le quinte

sposi
Love!

Un’amica blogger ha racchiuso, egregiamente secondo me, entro una nuvola di emozioni e di pensieri il motivo fondamentale per cui si arriva al giorno del matrimonio e come mai lo si sogni proprio così (http://leapiregine.blogspot.it/2012/04/traccia-prometto-di-esserti-fedele.html#more).
Io, di quel ricordo lontano, ho ancora vivo l’andare a curiosare dietro le quinte, cosa che faccio sempre ai matrimoni, e sbirciare da lì.
Sbirciare le vecchie zie, che arrivano per prime e sono preoccupate di non trovare posto.
Sbirciare lo sguardo preoccupato dello sposo, quando lei supera i cinque minuti di ritardo alla cerimonia. E sbirciare lo sguardo di lei quando arriva, bellissima; nei primi passi teme che le possa capitare di tutto e benedice il fondotinta che le copre il rossore; ma poi procede sicura, incredula lei stessa di riuscire ad arrivare fin lì, come fosse un’asse d’equilibrio.
Sbirciare i cappellini delle nonne, che potrebbero fare invidia alla Regina Madre.
Sbirciare i giovani genitori che, con i loro vestiti stretti ed eleganti, non riescono a star dietro al piccolo che corre sfrenato tra i banchi della chiesa.
Sbirciare le facce un po’impacciate degli invitati che si alternano per fare le foto sul sagrato poi fanno la fila per baciare la sposa.
Sbirciare le anziane signore sui tacchi, preoccupatissime di scivolare su tutti quei chicchi di riso sparsi per terra.
Sbirciare gli sguardi di convenienza tra parenti lontani che commentano che non bisognerebbe aspettare solo matrimoni o funerali per incontrarsi.
Sbirciare chi, in chiesa, si pone il problema serio di quale sia la fila più conveniente dove mettersi e poi vaga, nel ristorante, in cerca del proprio segnaposto sperando che sia abbastanza vicino al bagno.
Sbirciare i terribili gemelli che si rincorrono sotto i tavoli e con le dita unte e un po’appiccicose, cercano di riemergere da là sotto aggrappandosi alle gambe della gente seduta.
Sbirciare lo sguardo preoccupatissimo della giovane mamma che cerca di trovare uno scaldabiberon per acquietare la piccola entro mezzogiorno.
Sbirciare la ragazzina che non sa bene come stare in equilibrio su quel tacco che sfoggia per la prima volta ed è troppo alto per lei.
Sbirciare il calzino corto, appena sopra al malleolo, che spunta dal pantalone di quel signore che ha accavallato le gambe; sbirciare la moglie di questo signore, che indossa il collant a gambaletto sperando che nessuno lo noti.
Sbirciare lo sguardo di chi cerca di tuffarsi nella scollatura della splendida ragazza seduta a fianco.
Scoprire che chi è seduto al tavolo, come te si è deciso ad andare negozio della lista nozze troppo tardi e, non trovando più nulla, come te ha contribuito alla centesima caffettiera.
Sbirciare la madre della sposa che soffre di raffreddore allergico e con questa scusa giustifica i lacrimoni che ogni tanto scendono dall’emozione.
Scoprire qual è la cameriera alle prime armi, che teme di far cadere tutto ma vuol far bella figura con quel fusto del suo collega, tentando di portare quello che cadrebbe a chiunque.
Applaudire, a fine serata, a quelli che provano ad intonare canzoni allegre.
Ridere di gran gusto per il discorso strampalato degli amici, dopo aver alzato l’ennesimo calice.
Sbirciare lo sguardo di rassegnazione degli sposi, all’ennesima intonazione di “bacio-bacio”.
Sbirciare lo sguardo delle amiche che sperano di essere centrate dal lancio del bouquet.
Sbirciare lo sguardo un po’marpione degli uomini, che sperano di essere centrati dal lancio della giarrettiera.
E questo è quanto, secondo me, è la parte più divertente dei matrimoni.
Io al mio, mi sono divertita moltissimo!
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