venerdì 20 aprile 2012

...L'attesa...

rampa vespa
Occhio alle rampe!
Sto scribacchiando, cercando di passare il tempo mentre sono in sala d’attesa al pronto soccorso. Paolo è curioso di sapere quante ossa siano rimaste senza forma a zig-zag. Me lo sono visto arrivare un po’zoppicante dalle scale oggi pomeriggio.
E’ scivolato con la vespa.
Nel box.
La lunga lista di osservazioni sulla pericolosità delle due ruote congiunte al fatto di farsi male in un box è talmente scontata da non insistere su questo punto.
Dato che si è fatto male da solo, tenuto conto che nel box il cellulare non prende, abbiamo dovuto tutti convenire su quanto sia stato eroico, da parte sua, affrontare due piani a piedi in pesante solitudine, lui e il suo dramma da uomo-ammaccato. Da quando è apparso, il pomeriggio ha preso una piega un po’diversa dal solito. E non è il dovergli spalmare un po’ovunque il gel per le botte; non è neanche il sentirlo brontolare che non hai ancora capito dove vada messo il gel per le botte; o sentirlo lagnare di continuo che lo molliamo in un angolo remoto della casa dimenticandoci di lui; non è l'incessante via vai per portargli oggetti e per ritirare oggetti da rimettere a posto; la cosa davvero più faticosa è stata averlo avuto ospite in auto nel sedile del passeggero mentre ci siamo decisi, ora di sera, a portarlo al pronto soccorso. Lì, davvero, tutto è stato severamente messo a dura prova. Non va bene niente. Se provi a fare la ceck list delle parti meccaniche ed elettriche, minuterie incluse, lui ha pronta la dimostrazione evidente ed oggettiva del fatto che, con me alla guida, l'usura è verso lo stato finale della curva affidabilistica a vasca da bagno. Non parliamo poi del codice della strada: secondo lui, io sono in costante ed ostinata contravvenzione con tutti gli articoli e codicilli, nessuno escluso. E meno male non è un avvocato; forse questo mi salva su qualche punto del codice che mi auguro che lui non ricordi. Comunque quelli sui quali intende mostrarsi ferrato non sono pochi...
E pensare che ha passato mesi a decantare la sua vespa nuova, dotata persino di abs. Peccato che se spegne il motore '…perché tanto c'è la discesa', l'abs non può, poveretto, sognarsi di entrare in azione (questa sembra sia stata la causa della caduta con relative ossa sparse e in poltiglia). E questo però mi pone qualche domanda sul suo sentirsi in dovere di darmi lezioni di guida... Hanno chiamato il numero prima di lui. Finalmente, perché avevo anche finito il mio libro da leggere! siamo qui dalle 22 ed è già la 1. La noia ci assale, il sonno ci ubriaca e la luce al neon ci stordisce. Inoltre, la goccia ghiacciata che, poco fa, dalla grondaia ha centrato in pieno il mio collo, si sta cristallizzando grazie allo spiffero gelido che punta dritto verso di me. La distanza tra le file di sedili non consentono alla circolazione di capire dove deve dirigersi e l’intimità con lo sconosciuto vicino a me che, poveretto, deve condividere gli stessi miei centimetri quadri, inizia ad essere un po’fastidiosa.
Speriamo passi in fretta... E speriamo che non esca dalla sala gessi bendato come TutanKamon.
Intanto, per ingannare l’attesa, la gente di qui sembra abbia l’abitudine di sfoderare tutte le storie truci di malasanità: tutti sembrano avere qualche aneddoto su amici o parenti ai quali è stata operata la gamba sbagliata, oppure qualche radiografia scambiata tra le corsie. Quella che mi ha colpito per originalità, più o meno è così: cambiano il letti in corsia e le infermiere continuano invariata la cura, sebbene sia cambiato il paziente. Risultato netto: ‘sta povera crista, giunta in ospedale per un’operazione, deve rimandare tutto perché ha iniziato a stare malissimo per una dose –per lei da cavallo- di psicofarmaci. Eh? Cheddite?
Finalmente hanno chiamato lui. Domani vi saprò dire se me lo riconsegnano imprigionato in una gabbia di gesso.
Ciao. Notte.
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