lunedì 23 aprile 2012

I figli si rendono autonomi sempre nei momenti più opportuni…

figli scappano
Fuga dal capo
Ora sono in orizzontale perché non capivo più la direzione degli XYZ. Mi sono data 10 minuti di pausa. All'11esimo, cioè un nanosecondo prima di addormentarmi secca, cercherò di riattivarmi e tornare in zona di produzione.
I ragazzi, approfittando che il padre infagottato nel suo gessone al piede, è impegnatissimo a dare compiti a me e io sono impegnatissima a svolgere i compiti assegnati, sono filati a razzo in tutti i posti possibili, purchè lontani da lavoretti e doveri casalinghi.
Per una volta si sono organizzati “a-u-t-o-n-o-m-a-m-e-n-t-e”, riempiendosi borse e sacche con pastrugni di loro gradimento (il pettine è stato il primo ad essere inserito nei borsoni; poi ho sentito di lontano qualche discussione sulla distribuzione delle magliette e felpe più gettonate; da ultimo –credo- qualcuno si è ricordato persino lo spazzolino da denti) e dopo qualche telefonata agli amici sono spariti. Probabilmente hanno già dato fondo alla loro resistenza nel portare avanti e indietro oggetti di assoluta necessità al padre (come riviste, biscotti, manuali di attività strampalate, telecomandi di tutti i tipi, occhiali e copertine…). Tutto ciò che, in una casa, staziona sempre “in fondo-in fondo” e “sotto-sotto” perché non fa parte delle normali attività di “gratta-pancia” che una famiglia si può concedere da quando arrivano dei piccoli tsunami alti un metro e un tappo.
Al loro ritorno, disfare le valige funzionerà più o meno così: quando servirà qualcosa, si tufferanno nei loro borsoni frugando affannosamente e distribuendo tutto sul pavimento; nel giro di poche ore ci sarà un miscuglio di panni accartocciati a pallina, che daranno l’avvio ad una lunghissima e noiosa serie di considerazioni su ordine e pulizia relativa agli “altri” componenti della famiglia. Per un po’di giorni, a chiunque entri in cameretta sembrerà esplosa una bomba dentro; la nota positiva è che, dovessero entrare i ladri, non sapendo dove e cosa rubare (a parte qualche calzino puzzolente in giro per casa) potrebbero essere mossi da spirito di solidarietà, rimettendo un po’a posto… In genere non intendo cedere alla tentazione di mettere in ordine io perché mi sembra antieducativo; quando alla bomba esplosa sembrerà  sopraggiunto anche un intenso terremoto, qualcuno prenderà il gran mucchio di cenci sparsi in giro e riempirà la lavatrice; dopo di che, fintanto che non sarà tutto un po’asciutto, seguiranno delle grandi lotte per la conquista dell’ultimo paio di pantaloni e qualcuno si sveglierà più presto del solito per poter uscire di casa con due calzini almeno dello stesso colore…
Quando tutto rientrerà nella normalità, affronterò la noia del solito discorso su organizzazione, ordine e pulizia, che tutti ormai sanno inutilmente a memoria. Poi contratteremo i soliti castighi tremendi e il tutto ritornerà esattamente come prima…
A volte la famiglia dà alcune solide “certezze” che non possono essere smosse dal tran tran quotidiano…

LINK: un parere autorevole sull'autonomia dei figli (Massimo Molteni, Direttore sanitario ricerca psicopatologia IRCCS Medea)
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