lunedì 16 aprile 2012

I Cccciovani

ragazzo
Homo sapiens adolescentis
Ciondolante, scarpe da reppettaro con forma “a panino” e cappellino con un’enorme visiera parasole che copre il coppino. Il ciuffo spesso raggiunge il naso coprendo entrambe gli occhi, ma non è una grave perdita: dei due (occhi, intendo), spesso uno è chiuso e l’altro è spento. Anche le orecchie non sono ricettori particolarmente attivi sul mondo esterno, perché in genere sono tappate dalle cuffiette dell’MP3. Anche le mani non sono particolarmente utili perché appoggiate in tasca. Le ginocchia non hanno la “sbatta” di reggere a lungo tutto il peso che gli sta sopra, pertanto appaiono un po’piegate. Passano interi pomeriggi davanti a bar e gelaterie e sembra che la loro unica o quasi attività sia far andare le mandibole per masticare schifezze. Quando parlano (ogni tanto parlano) non si capisce esattamente la profondità del loro pensiero (forse proprio perché è troppo…”profondo”) e i vocaboli utilizzati sono in tutto una dozzina, messi insieme un po’a caso.
E questo è per intero, l’immagine un po’sterotipata del ccciovane d’oggi. Sono quelli che i miei figli chiamano “bimbi-minchia”.
In realtà penso che il pianeta non sia così riccamente fornito di questo tipo di bipede, come sostiene chi pronuncia spesso frasi che cominciano con “Ai miei tempi…”.
Io penso che stia cambiando tutto molto in fretta, privandoci completamente delle strade già battute: non esiste più il posto fisso, la vecchia editoria è in declino (e non è una cosa da poco: tu inizia a togliere la carta stampata e poi vedi l’effetto che fa!) e i nostri politici, il cui mestiere è quello di dirigere la nostra società verso un futuro migliore, …lasciamo perdere!
Sono cambiati molto velocemente gli strumenti (il web, la rete e i giochini dell’economia globale, …) e il sapiens-sapiens è ancora in fase di adattamento. Sembra provato che, geneticamente, ci sia stato un cambiamento generazionale 16 anni fa: da 16 anni a questa parte esiste il “sapiens-sapiens-modello-2”, con canali ricettori e sistema neuronale completamente diversi dai genitori “sapiens-sapiens-modello-1”.
E uno dei bachi che ne consegue è, ad esempio, il fatto che l’intero staff degli insegnati (per età anagrafica superiore ai 16 anni) è un sapiens-sapiens del “vecchio modello”, pertanto poco incline a stabilire un canale di comunicazione con i sapiens-sapiens-2.
Molti autori sono d’accordo con l’identificare lo “strumento” (prima inventato e poi divenuto sempre più alla portata di utilizzo per tutti) come un’estensione del corpo e delle nostre capacità fisiche e psichiche: ecco la chiave dell’intima connessione tra evoluzione tecnologica ed evoluzione umana.
Quindi concludo spezzando una lancia a favore dei poveri ccciovani: allo sbaraglio, in un mondo pieno di gas mefitici e privati di un canale diretto di comunicazione con i loro vecchi… ma che cosa vogliamo pretendere? Tiriamoci su le maniche e…iniziamo il lungo e faticoso lavoro di comprensione e aiuto!
Vi segnalo un paio di link; uno relativo alle nuove professioni delle donne: un’opportunità per raccontare le storie di chi usa la Rete per promuovere, fare, creare, progettare LAVORO (è un evento agganciato al social network “Storyfy”); e uno su una rivista “figosissima” che dice una quantità inesauribile di cose interessanti.
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