sabato 12 maggio 2012

A proposito di dinosauri: io sono del ‘66 (fine anno, però)

dinosauro
Il "Calendario del Giurassico"
Finchè si conta fino a sei…sette… è facile. Da quando ho superato gli “anta”, i numeri sono più o meno un po’tutti uguali. Ricordo che Abia, quand’era ancora alto un metro e un tappo (ora mi supera di una spanna), dall’alto dei suoi 6 anni appena compiuti, è uscito con il suo primo commento che mi ha lasciato un segno indelebile: “Per forza che la mia maestra di nuoto è brava, bella, simpatica ed in gamba: ha solo 21 anni!”
…Silenzio.
L’eloquenza del silenzio era evidente: chi supera i 21 anni ormai è da buttare.
Allora, sentendomi un po’punta sul vivo, ricordo di aver voluto andare a fondo alla faccenda; ho cercato di frenare l’animosità che avrebbe potuto prendere la discussione, prendendo il discorso un po’alla lontana, e come al solito, mi sono impantanata da sola: ho scoperto che le maestre di scuola, pur avendo superato i 21 anni, in genere hanno la tendenza a superare brillantemente “l’esame”; il “papy” è “ok”, anche se è “un po’datato”, i nonni vanno bene; anche i genitori degli amichetti, considerati uno ad uno, in genere superano abbondantemente l’esame: “Bè, loro sì che…”.
Tornando ai giorni nostri, sembra che l’indice di gradimento dei prof (scuola media e primi anni superiori) sia drasticamente calato, se messo confronto con il rispetto che suscitava “La Maestra”. Poi il diagramma scende, ancora più vertiginosamente, se ci muoviamo verso il basso sulla scala gerarchica: alle elementari, la bidella Flora era bionda, accogliente e simpatica, soprattutto mentre veniva in loro soccorso con un cerotto. Ora, il bidello Mimmo, è –poveretto- il bersaglio preferito di tutti gli sciamannati adolescenti che frequentano le scuole medie. I pochi capelli grigi che lasciano spazio alla pelata non lo aiutano. Forse, anche il suo ciabattare un po’sciatto per i corridoi, trascinando la panzotta del benessere, non fa di lui un gran figo verso il quale un adolescente intenda puntare.
Gli adolescenti, nella loro evoluzione, hanno bisogno di definirsi un’identità, tutta da costruire; loro sono un gran pasticcio fra voglia di indipendenza, associata alla necessità di avere una figura di riferimento. E noi, poveri adulti, siamo stritolati in mezzo. Io poi, sono il prosciutto in mezzo ad un sandwich di quattro esseri di genere maschile, che vivono in casa “mia”.
Ma che dire poi del nostro Bel Paese, soprattutto in questi giorni? Abbiamo visto nascere liste civiche come funghi e il movimento 5 stelle ha catturato tutti, da destra alla sinistra, astenuti-da-sempre compresi. Ma… (e qui forse la sparo grossa!…) non sarà per caso che questo successo derivi da una “crisi adolescenziale” di un po’tutti noi? Voglio dire: siamo passati dal vecchio (ammuffito, forse) “partito”, quello con gli ideali, le lotte, i volantini, i dibattiti… quella roba lì insomma, per un tuffo a capofitto in un qualcosa che vuole chiamarsi “movimento” per non identificarsi con quello che, almeno un po’lo è: un “partito”.
Intendiamoci: accattivante, avvincente, pieno di idee e iniziative per tantissimi aspetti. Per ora ancora immacolato, testardamente contro ogni idea di profitto sulle spalle della collettività. Bellissimo! Finalmente!!
…Ma, prima o poi “il movimento” dovrà decidersi a darsi un nome, identificandosi come qualcosa di abbastanza vicino a quello che non vuole essere: “un partito”.
Capisco la paura di fare la brutta fine di tutti gli altri, però secondo me, prima o poi occorrerà decidere se stare “dentro fino in fondo” o “fuori del tutto”; è un rischio da correre, esattamente come gli adolescenti uccidono la crisalide che è in loro per fare coraggiosamente “una scelta”. E sarà una scelta da uomo.

LINK: Adolescenti: istruzioni per l'uso 1
LINK: Adolescenti: istruzioni per l'uso 2
LINK: Adolescenti: istruzioni per l'uso 3
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