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Contro il logorio della vita moderna |
Oggi provo da questa postazione a rispondere alle turbe del
mio amico Marco, che mi scrive dalla Toscana il suo disagio, grave in questo
periodo, per l’aria inquinata da pollini colorati e profumo di gelsomino;
soffre del traffico insostenibile di buffi animali selvatici per i sentieri del
Chianti e, povereretto, viene tampinato da gente senza scrupoli che offre
bicchieri di vino alle cene, succose, in contrada. Poi, riprendendo il suo
messaggio su fB, conclude l’elenco delle sue tristi amarezze con un “eccetera”,
che da solo, è già abbastanza eloquente per immaginare il proseguire della
lunga lista di amenità che colpiscono quei luoghi lontani e (fortunatamente!)
abbandonati dalla nostra civiltà padana.
Caro Marco, capisco la tua difficoltà di adattamento in
Toscana. L’inquinamento acustico da cicala è il problema più discusso all’ONU
di Ginevra; attendono a breve i test effettuati dal Cern per buttarsi in una
grande spesa di tappi per orecchie da distribuire alla povera popolazione,
ormai disperata.
Non arrenderti: la fine del tormento si avvicina!
Qui noi a Milano, città del Cynar, mentre ci godiamo un
meritato aperitivo in mezzo alle rotaie del tram, in attesa che un alieno ci
prelevi da un carciofone gigante prima di essere stritolati dai cingoli, stiamo
studiando il sistema di posizionare una bella discarica in cima alle pendici
delle vostre colline. Poi, visto che il business è concentrato anche sul
cemento, abbiamo già i plan pronti per inserire un confortevole viadotto che
colleghi tutte le righe pettinate dei vostri vitigni.
Formigoni, lo conosciamo da anni, è un uomo di fiducia:
votiamo sempre e solo lui perché siamo sicuri abbia già attivato tutti i suoi
canali. Puoi stare tranquillo. Le tue pene finiranno presto.
Se ti manca la fragranza degli NOx sparsi sulle nostre
tangenziali, ti manderò la cartolina dei lavori della nostra bella Pedemontana;
la nostra Pedemontana è molto più attraente delle altre che, banalmente, sono
semplici sentierini nei boschi nella parte bassa delle catene montuose. La
nostra Pedemontana è dotata di tutto: aree di servizio, viadotti, ampi
parcheggi panoramici e attraversa i posti più belli della Brianza: quei pochi
ancora sguarniti di capannoni, finalmente avranno il loro belvedere.
E che dire delle nostre zanzare? Mica come le vostre, che
vengono allontanante dal dozzinale profumo di citronella e gelsomino. Le nostre
zanzare hanno uno scopo preciso: farci esibire un iPad che attiva gli ultrasuoni.
Non farmi pensare alla tristezza di essere privati da una pizza goduta sui
tavolini lungo il marciapiede della metropoli, con l’iPad versione ultimo
modello in bella mostra al nostro fianco….!
Ti avevo parlato del mio neurone entrato in loop alla
domanda istintiva “che ci faccio io qui?” Quel neurone si è disperso nella
nebbia delle nostre pianure. Se
riuscirà a sopravvivere, sarà talmente robusto che sicuramente attiverà un
focolaio di neuroni impazziti e che mi porteranno via da qui prima che io possa
accorgermene. Mi sveglierò in un posto sconosciuto e troverò ai piedi del mio
letto una minuscola valigia da disfare. Sarò sdraiata di fianco ad un tizio con
la stessa faccia di Paolo ma che non brontola e, anzi, sorride. E i miei tre
energumeni in crescita andranno a scuola beati in bicicletta cantando.
Tutto ciò ha del complicato. Non credo che quel neurone sia
così robusto da farcela… Ha tutte le probabilità che remano contro…!
LINK: A Milano si vive con l'amaro vero ma leggero!
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