lunedì 18 novembre 2013

SatellitARE: prima coniugazione

Ieri, se eravate in giro in auto per la Lombardia, è matematicamente certo che ci siamo incontrati, perché ho girato tutti gli angoli possibili nel tentativo di accompagnare un figlio ad una delle sue attività sportive a Villanova.
Contavo sul satellitare ma ieri, probabilmente a causa dell’alto tasso di umidità, preferiva insistere a
puntare dritto verso sud, direzione Sahara.
Abbandonata da un satellitare in sciopero, mi rimanevano due alternative: chiedere ai vecchietti o chiedere ai ciclisti.
I vecchietti alla domenica mattina abbondano: hanno i fiori in mano e sono diretti al cimitero, dopo l’uscita da messa. Generalmente viaggiano in coppia e quando gli chiedi un’indicazione discutono tra loro per dieci minuti se è più comodo farti fare il giro che passa davanti a casa della Gina o del Pinuccio. Prima di arrivare ad un accordo, però, ti chiedono se sei sicuro che il “Sciur Villanova” che stai cercando abiti proprio dalle loro parti.
Quindi, dopo qualche mezz’ora passata così, mi sono arresa e ho puntato ai ciclisti.
I ciclisti sono il flagello delle strade perché se provi a superare i dieci che invadono l’intera corsia mentre si godono le chiacchiere e il paesaggio, quello che succede dopo non è niente di piacevole.
I ciclisti però hanno un vantaggio: generalmente hanno in testa tutta la cartina del circondario. Il problema è solo intercettarne uno e provare a fare il download del suo sapere geografico, nonostante lui mostri chiaramente di non avere voglia di staccarsi dal gruppo e dalle chiacchiere con gli altri ciclisti.
L’operazione, che non è affatto banale, richiede pazienza e dedizione, ma alla fine, se ti accontenti di un ciclista solitario (elemento raro, ma qualcuno lo trovi) l’intercettazione va a buon fine. Il ciclista solitario è in giro a zonzo e spera solo di perdersi nella campagna lombarda e questo non fa di lui un buon satellitare. Ieri c’è stata anche una piacevole discussione sull’origine medioevale del nome Villanova e Villafranca, a dimostrazione del fatto che cercare un paese dal nome Villanova è una pretesa inaccessibile, dal momento che il solo Stivale ne conta ben 51, nonostante la crisi agraria nel XIV secolo ne abbia fatte sparire moltissime. Io invece propendevo per la tesi che dovendo accompagnare il pargolo ad una semplice manifestazione sportiva promossa dall’oratorio, avrei messo in dubbio tutte le Villanove a partire dall’Italia centrale, nonché avrei categoricamente escluso quelle nella parte meridionale del Paese, senza per questo voler passare per leghista accanita, naturalmente!
Il modo con cui siamo giunti a Villanova, e nel Villanova giusto, si è basato su un percorso “logico”, con il quale non si può sbagliare: ad ogni bivio, basta prendere, in sequenza, tutte le direzioni possibili. Prima o poi si arriva.
Purtroppo abbiamo iniziato a sperimentare questo sistema infallibile appena dopo il bivio giusto, ovvero il bivio che si trova dietro casa nostra, il quale è stato testato come ultima chance. Verso mezzogiorno, abbiamo dunque scoperto che noi abitiamo nel paese praticamente a fianco ad un altro paese che si chiama “Villanova”. Mai saputo prima. Ora lo so.
Il motivo per cui ho accompagnato fuori tempo massimo uno dei pargoli a Villanova, era per lasciare il macinino elettrico all’altro figlio, il quale doveva andare ad un’altra manifestazione sportiva. Il macinino che può guidare un 14-enne è un oggetto che conta 4 ruote (quella di scorta non c’è perché non ci sarebbe il posto dove metterla), somiglia vagamente ad un’automobile, ma non può essere guidata in autostrada o in tangenziale. Il satellitare “che funziona” è stato dato a lui, ma l’opzione che esclude autostrade e tangenziali, chissà perché, ieri proprio non andava.
Il risultato netto è stato che, dopo aver percorso gli 80 km di autonomia della batteria nel tentativo di bypassare strade a lui non concesse, si è trovato in mezzo al nulla, con la sua bici legata sul tetto, ad aspettare un carroattrezzi.
Se penso alla nostra collettiva manifestazione di disappunto nei confronti del terzo figlio, di fronte alla sua chiara ostinazione a voler passare tutta la domenica mattina inchiodato davanti alla play station, qualche domanda me la faccio.

PS Cristina G:

Leggi http://cepocodaridere.blogspot.it/2013/11/messaggio-per-cristina-g.html
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