martedì 12 novembre 2013

Messaggio per Cristina G.

Ciao.
Recentemente qui si perde di tutto. Da quando i miei genitori si sono trasferiti vicino a casa mia, la fantasia del riordino degli oggetti che sbucano dagli scatoloni supera qualsiasi immaginazione: mio papà ha trovato "IL-posto-idoneo" del metro da sarta nel cassettino del bagno, mia mamma ha infilato la macchina fotografica in un angolino dietro ai vecchi trenini elettrici e via discorrendo. Ne consegue una lunghissima e noiosa lista di cose disperse chissà dove. Spesso è divertente vincere le scommesse sul ritrovamento degli oggetti più svariati con le ipotesi più assurde; nei momenti di fortissimo ritardo, quando l’oggetto disperso è una cosa che serve a me, il lato divertente colpisce gli altri e in quel momento manco un po’di senso dell’umorismo.
Il bello di questa faccenda, però, è che quando non trovi un qualsiasi cosa, di fisso, la colpa è dei nonni.
Per venire al punto: Cristina G, non trovo il tuo numero di cellulare. Non ho la tua mail. Non mi ricordo il tuo indirizzo. Sicuramente mia mamma, anche se è da vent’anni che proviamo a spiegarle che cos’è un pc e da 10 ci tentiamo con un cellulare, lei sicuramente è la principale causa della perdita.
So che ogni tanto leggi qui dentro, per cui sappi che ho sentito Annamaria C.
Ci siamo ricordate che il 10 dicembre è sempre stato il tuo compleanno; tant'è che da quando eravamo bambine, ogni volta che venivo a casa tua e schiacciavo il numero di piano dell'ascensore, facevo il ragionamento (un po'contorto, forse) che tu eri nata il  12-mo mese, cioè dicembre, come il numero di piano, cioè il 12.
Cioè un numero pari.
E che il giorno del compleanno era il 10, cioè il "piano" pari che stava sotto; ed era quello "sotto" perché io, tra noi due, ero (e sono) la più bassa (quindi, "sotto").
Nel frattempo l'ascensore si riempiva di gente e io finivo per schiacciare un tasto a caso perché iniziavo a sentirmi un po'nervosa... Più tardi ho scoperto che anche la Chicchi faceva lo stesso ragionamento; però era più veloce di me e riusciva a scegliere il piano giusto prima che l’ascensore si affollasse troppo. Ero sempre molto gelosa della sua velocità su questo ragionamento.
Dubito che, per farci il piacere di evitarci ragionamenti contorti, tu ti sia presa la briga di cambiare il giorno del compleanno. Penso che sia stato più facile cambiare casa e numero di piano. Quindi il giorno del compleanno, credo che sia rimasto il 10 dicembre. Viceversa, non so a quale piano abiti ora.
Sarebbe stato più semplice associare il 10 dicembre alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani per esempio, ma quando hai un’età che si indica con le dita, la prima associazione che viene in mente non è con la carta dei diritti ma con i bottoni dell’ascensore, visto che arrivare fin lassù è una dura conquista spalmata nel corso degli anni. E un tappo come me lo sa bene.
È tutto. Ciao.
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